Vai al contenuto

Un colpo all'italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Un colpo all'italiana
L'inseguimento sulla pista del Lingotto
Titolo originaleThe Italian Job
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1969
Durata95 min
Rapporto2,35:1
Generecommedia, azione
RegiaPeter Collinson
SceneggiaturaTroy Kennedy-Martin
ProduttoreMichael Deeley
Casa di produzioneOakhurst Productions
FotografiaDouglas Slocombe
MontaggioJohn Trumper
Effetti specialiPat Moore
MusicheQuincy Jones
ScenografiaDisley Jones, Michael Knight
CostumiDinah Greet
TruccoFreddie Williamson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un colpo all'italiana (The Italian Job) è un film del 1969 diretto da Peter Collinson.

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 36º posto della BFI 100, la lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[1]

Nel 2003 è stato realizzato un remake, con il medesimo titolo, The Italian Job.

Mentre si trovava sulle Alpi, il ladro Roger Beckerman viene ucciso dalla mafia. Nel Regno Unito, il suo collega ed amico Charlie Croker viene rilasciato dalla prigione. Dopo aver festeggiato insieme alla sua fidanzata Lorna, Charlie si reca nella stanza d'hotel dove si sarebbe dovuto incontrare con Roger, ma ci trova solo la sua vedova, che gli consegna una pellicola dove sono indicate le indicazioni per l'importante colpo che stavano preparando, una rapina a Torino ai danni di un convoglio che trasporta i ricavi della FIAT, circa 4000000 $, dall'Aeroporto di Torino-Caselle fino alla città.

Charlie si reca alla prigione per richiedere un finanziamento per il colpo da parte del criminale nazionalista Mr. Bridger, che inizialmente non è convinto di finanziare il colpo ma si convince dopo aver compreso le sue potenzialità. Così, Charlie, insieme a Camp Freddie, il braccio destro di Bridger, mette insieme la sua squadra di ladri, tra cui il professor Peach, uno strambo esperto di calcolatori, e diversi autisti professionisti. Bridger organizza una cerimonia funebre utilizzandola come scusa per incontrare la squadra, e dice loro che i mafiosi li stanno aspettando, e che hanno ucciso Beckerman perché erano venuti a sapere del colpo.

La squadra parte verso l'Italia; giunti sulle Alpi, Charlie decide di dividere la squadra in tre, per evitare di destare alcun sospetto. Il gruppo di Charlie trova sulla strada i mafiosi e il boss Altabani, che li avverte di non mettere a segno il piano. Charlie minaccia Altabani di mettere nei guai gli italiani residenti in Regno Unito, e la squadra continua la loro avanzata verso Torino. Quella notte, parte della squadra si infiltrano al centro di controllo del traffico, e sostituiscono le bobine di nastro per l'archiviazione di dati con dei duplicati.

Il giorno seguente, l'oro arriva all'aeroporto di Torino-Caselle. Charlie manda Lorna a Ginevra per proteggerla nel caso che il colpo andasse storto. Con la partenza del convoglio, Charlie manda un uomo a sabotare i semafori e i sistemi di videosorveglianza gettando vicino ad essi dei disturbatori di frequenza.

Nella città si formano una marea di ingorghi che rallentano il convoglio, e Charlie, a bordo di un Land Rover Defender insieme ad altri 7 uomini, riescono a infilarsi dietro al furgone portavalori. Più avanti, il convoglio viene bloccato da due bisarche; gli inglesi bastonano i poliziotti, e trascinano il furgone portavalori col Defender all'interno di un edificio. Mentre i poliziotti cercano di sfondare le porte dell'edificio con una delle due bisarche, la banda di Charlie scarica l'oro dal furgone per caricarlo sulle tre Mini Cooper che utilizzano per fuggire. Alcuni scappano a bordo delle Mini, i restanti scappano a bordo di un furgoncino bianco travestiti da tifosi inglesi, approfittando della partita di calcio Italia-Inghilterra che si sarebbe giocata quel giorno. Gli uomini sulle tre Mini fuggono attraverso un percorso ingegnoso programmato da Roger, attraversando cortili, sottopassaggi, portici, salendo perfino nel circuito del Lingotto. Alla fine, le Mini, attraversando dei condotti fognari, raggiungono le Alpi, dove li aspetta l'autobus guidato da William.

Mr. Bridger viene informato del successo del colpo, e festeggia insieme agli altri prigionieri. Sull'autobus, l'oro viene scaricato dalle Mini, che vengono poi gettate dall'autobus e distrutte. La banda di Charlie festeggia, ma William, distratto, perde il controllo dell'autobus, e la parte posteriore del bus finisce in bilico su un dirupo. La banda cerca di spostarsi il più avanti possibile, e Charlie cerca di avvicinarsi all'oro, anche se esso si allontana sempre più. Il film si conclude con Charlie che esclama: "Fermi tutti, ragazzi. Mi è venuta una grande idea."

Il film nacque da un'idea del fratello dello sceneggiatore Troy Kennedy-Martin, e doveva essere, nelle intenzioni iniziali, un semplice sceneggiato televisivo per la BBC ambientato tutto in Inghilterra. L'ambientazione italiana della pellicola fu un'idea di Troy Kennedy-Martin, la cui sorella viveva a Milano da molti anni. La pellicola sarebbe infatti stata girata nel capoluogo lombardo, ma qui la produzione incontrò molti problemi in fase di sceneggiatura, soprattutto per quanto riguardava i permessi circa l'enorme ingorgo automobilistico da creare nel centro della città; quando si venne a conoscenza del centro di controllo computerizzato del traffico (all'epoca, tra i primi sistemi del genere in Europa) di cui era dotata Torino, gli sceneggiatori decisero di spostare la location sotto la Mole. Per quanto concerne la regia, Un colpo all'italiana doveva essere diretto da Peter Yates, regista di Bullitt, ma la Paramount Pictures impose Peter Collinson.[2]

All'epoca la British Motor Corporation (la casa automobilistica produttrice delle tre Mini Cooper protagoniste del film) non intuì le possibilità commerciali che poteva offrire la pellicola, a differenza della FIAT: quando la casa italiana venne a conoscenza dell'opera contattò la produzione e le offrì la somma di 50.000 dollari per sostituire le tre Mini con tre 500 dotate di turbocompressore, rendendosi inoltre disponibile a fornire anche tutte le auto di altre marche di cui necessitavano per il film. La produzione di Un colpo all'italiana declinò l'offerta, motivando il rifiuto con il fatto che «il film era uno scontro tra noi, gli inglesi e loro, gli italiani, dovevamo dimostrare che noi eravamo intelligenti e loro sciocchi».[2]

Colonna sonora

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: The Italian Job (colonna sonora).

Citazioni e riferimenti

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: The Italian Job (film 2003).

Nel 2003 la Paramount Pictures ha realizzato un remake del film, con il medesimo titolo originale, The Italian Job, diretto da F. Gary Gray e interpretato da Mark Wahlberg, Charlize Theron e Edward Norton. Il remake è sempre incentrato su uno spettacolare furto compiuto a bordo di automobili, ma vede protagoniste le nuove BMW Mini. Questo film sposta inoltre l'azione da Torino a Los Angeles, pur mantenendo una piccola location italiana con un iniziale colpo a Venezia.

  1. (EN) The BFI 100, su britishpictures.com.
  2. 1 2 Un colpo all'italiana – Contenuti speciali. Paramount Home Entertainment, DVD-Video, 2004
  3. Filmato audio Pick A Part That's New - Stereophonics, su YouTube.
  4. Spot Fiat Grande Punto (The Italian job remixed), su fctp.it, 2007.
  5. (EN) The Italian Job remix for the Fiat Grande Punto, su carsplusmovies.com, 6 aprile 2008.
  6. (EN) Lucy Waterlow, The 'Britalian' job: Team GB save the day as Mini celebrate London 2012 with homage to classic film, su dailymail.co.uk, 11 giugno 2012.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]