Cappella Corsini
| Cappella Corsini | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Toscana |
| Località | Firenze |
| Coordinate | 43°46′03.5″N 11°14′38.71″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | sant'Andrea Corsini |
| Arcidiocesi | Firenze |
| Consacrazione | 1683 |
| Architetto | Pier Francesco Silvani |
| Stile architettonico | barocco romano |
La cappella Corsini si trova nella basilica di Santa Maria del Carmine a Firenze.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Già tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento la famiglia Corsini, che aveva acquisito nel corso del Cinquecento potere e ricchezze, desiderava realizzare una nuova e più dignitosa sistemazione alla sepoltura dell'antenato Andrea Corsini, vissuto nel XIV secolo. Filippo (1538 - 1601) e Bartolomeo (1545 - 1613) non portarono avanti l'impresa anche perché Andrea non era stato ancora canonizzato. La sua elevazione agli altari, avvenuta nel 1629 da parte di Papa Urbano VIII, rimise in moto il progetto.
A tale scopo, nel 1636 i Corsini acquistarono la cappella alla testata del transetto sinistro, appartenuta anticamente ai Soderini e poi ai Serragli, che però rimase a lungo spoglia, forse per il prevalere di altri progetti, come quello del palazzo di via del Parione.
Il progetto della cappella venne ripreso dal marchese Bartolomeo di Filippo e soprattutto dal cardinale Neri, che aggiunse al desiderio di dedicare una ricca cappella al loro antenato, l'ambizione di essere sepolto in una cappella accanto all'antenato santo e a Pietro. anche lui cardinale e morto nel 1405. Nel 1675 la vecchia cappella venne demolita e per il progetto della nuova ci si rivolse a Pier Francesco Silvani, che progettò una delle prime opere a Firenze nello stile del barocco romano. I lavori iniziarono nel 1676 e vennero conclusi, compresi gli affreschi di Luca Giordano nella cupola, nel 1683, come si legge nella iscrizione in lettere di bronzo sul pavimento davanti all'altare, che ricorda anche i committenti.
Il santo era anche nel Seicento oggetto di notevole devozione. Nel 1683 la granduchessa Vittoria della Rovere regalò alla chiesa del Carmine una mitria tempestata di pietre preziose da collocare sulla testa del santo. Papa Clemente XII donò un prezioso calice ai frati dell'Annunziata, i quali poi lo avrebbero dovuto prestare alla chiesa del Carmine quando si celebrava la festa di Sant'Andrea.
Nel 1771 la cappella non subì grossi danni dal grave incendio della basilica, ma l'arco d'accesso venne distrutto e venne rifatto dal 1774 al 1779 su progetto di Giovanni Nobili, allievo di Pompilio Ticciati.
La cappella è stata riaperta al pubblico nel gennaio 2026 dopo un restauro complessivo che ha restituito piena leggibilità all'intero ambiente[1].
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La cappella è introdotta dall'arco marmoreo progettato da Giovanni Nobili (1774 - 1779), sostenuto da semicolonne corinzie affiancate da lesene e sormontato da un timpano sul quale si trova l'arme dei Corsini (tre bande rosse in traverso a sghembo, in campo d'argento, sbarrate da fascia azzurra).
La pianta della cappella è quadrata, con pilastri conclusi da capitelli scolpiti posti agli angoli. Dal cornicione partono quattro arcate, una per lato, che sostengono la cupola, dove si aprono otto finestre rettangolari. Nelle tre pareti sono disposti altrettanti altari monumentali decorati da maestose colonne in marmo rosso di Seravezza, con timpani spezzati in marmo bianco di Carrara.
Sotto il pavimento si trova la cripta con i sepolcri della famiglia Corsini, alla quale si accede da una scaletta in una botola davanti all'altare.
Particolare importanza hanno nella storia dell'arte fiorentina gli altorilievi scultorei che fungono da pale d'altare, scolpiti da Giovan Battista Foggini, in quanto furono tra i primi esempi di scultura barocca in città di gusto romano (e a Roma si era formato il Foggini su richiesta del Granduca Cosimo III), ma che a Firenze stentava ad attecchire per la duratura influenza del manierismo di Giambologna. Le pale sono le uniche opere di questo tipo e di grandi dimensioni del Foggini, perché più tardi lo scultore si occupò di realizzare opere 'da stanza' o progetti architettonici.
Altare centrale
[modifica | modifica wikitesto]Oltre la balaustra, nella parete di fondo spicca l'altare della cappella, incrostato di pietre dure fra le quali il lapislazzuli. Dietro l'altare, su una base di marmo giallo e verde, si trova il Monumento sepolcrale di sant'Andrea Corsini. L'urna del santo è decorata da un bassorilievo d'argento brunito, eseguito nel 1683-1686 da Giovan Battista Foggini e rappresentante Sant'Andrea esposto, dopo la sua morte, alla venerazione dei fedeli e la Canonizzazione del Santo, fatta da Urbano VIII nel 1629. L'epitaffio latino in onore di Sant'Andrea fu dettato dal padre Coccapani, in sostituzione dell'altro di Coluccio Salutati, andato distrutto nell'incendio del 1771.
La pala d'altare al di sopra del sepolcro consiste in un altorilievo in marmo con Sant'Andrea in gloria, eseguito sempre del Foggini con la collaborazione di Balthasar Permoser tra 1683 e 1687, nella quale il santo in gloria inginocchiato sulle nubi sorrette dagli angeli riprende modelli romani. Il gruppo scultoreo al centro del timpano col Padre Eterno e angeli è invece opera di Carlo Marcellini, eseguita nel 1683, ispirata alla stessa figura affrescata da Pietro da Cortona nella cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma, mentre la particolare collocazione ricorda soluzioni berniniane come quelle in Sant'Andrea al Quirinale.
Altare destro
[modifica | modifica wikitesto]Alla parete destra si trova il Monumento funerario a Neri Corsini, vescovo di Arezzo, morto nel 1678. Sul pavimento antistante è presente una lapide ad Amerigo Corsini, morto nel 1853. Al di sopra dell' altare si trova il terzo altorilievo marmoreo del Foggini, nel quale è rappresentato Sant'Andrea Corsini guida i fiorentini nella battaglia di Anghiari (1685-1687), considerato il capolavoro dello scultore. L'affollata pala descrive un groviglio di soldati e di cavalli, resi con un rilievo diversificato che va dallo stiacciato al tuttotondo che restituisce l'atmosfera e la violenza della battaglia. La composizione concitata e carica di movimento, come mai si era vista a Firenze, adotta anche l'artificio scenografico di far fuoriuscire alcuni elementi della composizione, efficace nel coinvolgimento dello spettatore.
Altare sinistro
[modifica | modifica wikitesto]L'altare alla parete sinistra ospita un cenotafio di Pietro Corsini, vescovo di Volterra e di Firenze, morto ad Avignone nel 1405. Nella parete soprastante si trova un altro altorilievo del Foggini con l'Apparizione della Madonna a Sant'Andrea Corsini (1683-1691), ambientata durante la sua prima Messa del Santo, nel Convento delle Selve presso Lastra a Signa.
Cupola
[modifica | modifica wikitesto]La cupola della cappella venne affrescata da Luca Giordano nel 1682: Sant'Andrea Corsini nella gloria del Paradiso è il soggetto raffigurato nella cupola interna mentre nei pennacchi sono Le quattro Virtù. Gli affreschi sono la prima opera che l'artista realizzò a Firenze ed ebbero un forte impatto nell'ambiente fiorentino, segnando l'arrivo a Firenze, non tanto della prima cupola barocca, quanto di una composizione che riprende i modelli romani e napoletani. Il pittore riprende i modelli delle cupole di Giovanni Lanfranco, utilizzati dal pittore già a Napoli, ma li fonde con quelli cortoneschi e li arricchisce di un colorismo acceso, e allo stesso tempo intriso di luce.
L'affresco fu oggetto di un confronto con la cupola del Volterrano all'Annunziata che generò anche uno scambio di battute col Franceschini riportato da Francesco Saverio Baldinucci[2]: il napoletano rimproverò al fiorentino una composizione un po' vuota di figure, al quale il Volterrano rispose che in quella del collega «v'era troppa calca!». Lo scambio rivela e sottolinea la differenza tra le due cupole: quella del fiorentino si presenta schiettamente barocca ma di chiara e rigorosa costruzione compositiva, volutamente ariosa nel lasciare il centro di essa vuoto. Nella composizione del Giordano, invece, la costruzione di corone concentriche di nuvole che ruotano verso l'alto, utilizzata anche dal fiorentino, viene quasi annullata dal generoso numero di figure presenti e continuamente contraddetta e movimentata dalla posizione sfalsata di alcuni gruppi di figure e dal movimento e dalla gestualità veemente di altri. Il risultato è una cupola dotata di un movimento interno vorticoso e apparentemente inarrestabile, che introduce nuovi elementi di meraviglia e di stupore tipicamente barocchi.
Rispetto alla tradizione fiorentina l'affresco del Carmine il Giordano introduce una nuova fluidità cromatica: la tavolozza è chiara ed aerea: prevalgono i toni azzurri, pastello, ori e una profusione di toni bianchi gessosi e luminosi per la resa delle nuvole, capaci di riflettere e diffondere la luce naturale della cupola. Le stesure sono date con metodo diversissimo da quello fiorentino: l'intonaco non è trattato con meticolosa finitura, bensì con pennellate larghe, dense e compendiarie. I dettagli sono eliminati a favore di un effetto di freschezza e vitalità, quasi come se fosse un grande bozzetto. E' questa velocità di stesura del pittore, chiamato al suo tempo "Luca Fapresto", che conferisce all'insieme quel senso di energia cinetica menzionata.
Lo stile pittorico di Giordano funge da coronamento e contrasto efficace rispetto all'architettura monumentale e severa della cappella e al biancore delle pale ad altorilievo in marmo bianco di Carrara.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Restauri conclusi alla Cappella Corsini nella Basilica di Santa Maria del Carmine., su soprintendenzafirenze.cultura.gov.it.
- ↑ Francesco Saverio Baldinucci, Vite di artisti dei secoli XVII-XVIII, : prima edizione integrale del Codice palatino 565, 1725 - 1730 c., a cura di Anna Matteoli, Roma, 1975, pagg. 350 - 351.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Francesco Lumachi, Firenze, nuova guida illustrata, storica, artistica, aneddotica della città e dintorni, Firenze, Società Editrice fiorentina, 1929.
- Lucia Monaci Moran, Silvia Meloni Trkulja, Cappella Corsini in Santa Maria del Carmine, in Cappelle barocche a Firenze, a cura di Mina Gregori, Milano, 1990, pagg. 135 - 164.
- Guida d'Italia, Firenze e provincia ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano, 2007.
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