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Giovanni Capranesi

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Giovanni Capranesi

Giovanni Capranesi (Roma, 1852Roma, 17 settembre 1921) è stato un pittore e disegnatore italiano, noto soprattutto come decoratore di palazzi e ville e come autore dei bozzetti di alcune banconote della lira italiana.

Figlio di Cesare e di Maria Tarabini, nacque a Roma nel 1852 in una famiglia di tradizione umanistica e archeologica, imparentata con Giacomo Della Chiesa, futuro papa Benedetto XV, e con il cardinale Iacobini.[1] Dopo studi classici fu avviato alla pittura dal ferrarese Alessandro Mantovani, decoratore di formazione tradizionale; secondo una tradizione biografica gli fu accanto come aiuto nei lavori alle Logge vaticane, conclusi nel 1887, benché il suo nome non compaia nella documentazione d'archivio.[1] Accostatosi all'ambiente accademico romano, risentì dell'influsso di Cesare Fracassini e soprattutto di Francesco Podesti, orientandosi verso un ampio eclettismo decorativo.[1]

Attività decorativa

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Intorno al 1890 collaborò con V. Monti alla decorazione interna della cattedrale di Ferrara; con il pittore Domenico De Angelis realizzò quindi la sua prima opera di rilievo, la decorazione della cappella del Sacramento nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma, completata all'inizio del 1894.[1] Nello stesso anno partì con De Angelis per il Sud America: in Brasile decorò i teatri di Manaus e Belém, lasciando dipinti anche nella cattedrale di quest'ultima città, e lavorò inoltre nella cattedrale di Buenos Aires.[1]

Rientrato stabilmente a Roma, dai primi anni del secolo eseguì fregi e decorazioni per numerosi palazzi e ville, alternandoli a dipinti di soggetto mitologico o celebrativo nel solco di Lawrence Alma-Tadema (come le Feste dionisiache, esposte nel 1911).[1] Tra le decorazioni romane si ricordano i fregi di palazzo Piombino, il soffitto (oggi perduto) della sala del Consiglio del palazzo della Banca d'Italia, la decorazione della prima sede del Museo Barracco (edificata da Gaetano Koch nel 1905 e poi demolita), gli interventi in palazzo Pignatelli a Magnanapoli (1906), i pannelli a candelabra raffiguranti i dodici mesi dell'anno nel palazzo Giraud-Torlonia (1907), lavori al Quirinale e in numerose ville.[1] Per il governo brasiliano dipinse la grande tela celebrativa La morte di Gomez, con i ritratti del presidente Manuel Ferraz de Campos Sales e di altri statisti, mentre per la sede genovese della Banca d'Italia realizzò un ciclo di cinque grandi tele.[1]

I bozzetti per le banconote

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Negli ultimi anni di vita Capranesi collaborò con regolarità con la Banca d'Italia, fornendo i disegni per nuove banconote.[2] Si devono a lui i bozzetti dei biglietti da 50 lire (prima emissione del 1915), da 500 lire (1919), da 1000 lire (prima emissione del 1930) e da 100 lire (1931); gli ultimi due entrarono in circolazione dopo la sua morte.[1]

Accademico di San Luca dal 1911, ne fu eletto presidente nel 1921, poco prima di morire a Roma il 17 settembre dello stesso anno.[1]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Luciano Arcangeli, CAPRANESI, Giovanni, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 19, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1976. URL consultato il 16 luglio 2026.
  2. https://www.ilgiornaledellanumismatica.it/teche-gdn-giovanni-capranesi-pittore-delle-banconote/

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