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Proteste al confine di Gaza del 2018-2019

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Grande Marcia del Ritorno
parte del conflitto Israele-Striscia di Gaza
Mappa delle proteste pubblicata dall'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (31 maggio 2018)
Data30 marzo 2018 - 27 dicembre 2019
LuogoGaza
Causa
Schieramenti
Perdite
223 morti (di cui 46 bambini):[1]
9204 feriti[1][2][3]
0[2]-1 morti[4]
4[2]-11 feriti[5][6][7][8]
Voci di rivolte presenti su Wikipedia

Le proteste al confine di Gaza del 2018-2019, note anche come la Grande Marcia del Ritorno[9] (in arabo مسیرة العودة الكبرى‎?, Masīra al-ʿawda al-kubrā), sono state una serie di manifestazioni pacifiche tenutesi ogni venerdì a Gaza, vicino al confine con Israele, dal 30 marzo 2018 al 27 dicembre 2019,[10][11] in cui le forze israeliane hanno ucciso un totale di 223 palestinesi.[1] I manifestanti chiedevano che venisse riconosciuto ai rifugiati palestinesi il diritto al ritorno nelle terre da cui erano stati sfollati, ad oggi sotto il controllo di Israele.[11] Le proteste erano altresì rivolte contro il blocco terrestre, aereo e marittimo di Gaza imposto da Israele nel 2007 e contro il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti (procedimento avviato da Donald Trump attraverso lo spostamento dell'ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme).[12][13][14][15]

Le prime manifestazioni erano state organizzate da attivisti indipendenti, ma l'iniziativa fu presto appoggiata da Hamas,[16] il partito al governo di Gaza, e da altre importanti fazioni politiche. L'intenzione iniziale era che la marcia durasse solo dal 30 marzo (Giorno della Terra) al 15 maggio 2018 (Giorno della Nakba), ma si protrasse per quasi 18 mesi, fino a quando Hamas annunciò, il 27 dicembre 2019, che sarebbero state rinviate.[17] Trentamila palestinesi parteciparono alla prima manifestazione il 30 marzo.[18] Proteste più grandi si svolsero i venerdì successivi fino all'11 maggio (ognuna delle quali coinvolse almeno 10000 persone), mentre un numero minore aderì alle attività i restanti giorni della settimana.[19][20]

Le manifestazioni si svolgevano in modo pacifico e lontano dalla recinzione di confine. Peter Cammack, del Programma per il Medio Oriente presso il Carnegie Endowment for International Peace, sosteneva che la marcia indicasse una nuova tendenza nella società palestinese e in Hamas, con un passaggio a forme di protesta nonviolente.[21] Tuttavia, gruppi più piccoli hanno tentato di violare la recinzione, utilizzando pneumatici, pietre e Molotov.[18][22][23]

Almeno 189 palestinesi sono stati uccisi tra il 30 marzo e il 31 dicembre 2018.[2][24][25] Una commissione indipendente delle Nazioni Unite ha affermato che almeno 29 di essi erano militanti. I soldati israeliani hanno adoperato gas lacrimogeni e munizioni letali.[26] Secondo Robert Mardini, responsabile del Medio Oriente per il Comitato Internazionale della Croce Rossa, più di 13000 palestinesi sono stati feriti al 19 giugno 2018. La maggior parte è rimasta gravemente ferita, con circa 1400 colpiti da tre o cinque proiettili.[27] Nessun israeliano è stato ferito fino al 14 maggio, giorno in cui fu segnalato un soldato come lievemente ferito, giorno in cui le proteste hanno raggiunto il culmine, con circa 35000 partecipanti, di cui migliaia avvicinatisi alla recinzione di confine.[28] Lo stesso giorno, 59 o 60 palestinesi furono uccisi a colpi d'arma da fuoco in dodici punti di scontro lungo la recinzione.[29][30] Hamas ne ha rivendicati 50 come propri militanti[31][32] e la Jihad islamica tre.[33]

L'uso di armi letali da parte di Israele fu condannato il 13 giugno 2018 in una risoluzione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite.[34] Condanne sono arrivate anche da organizzazioni per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch,[35] B'Tselem,[36] e Amnesty International,[37] e da funzionari delle Nazioni Unite.[38][39] Il Kuwait ha proposto due risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, entrambe bloccate dagli Stati Uniti, che richiedevano indagini sull'uccisione di manifestanti palestinesi da parte di Israele.[40] Il governo israeliano ha invece elogiato le proprie truppe per aver protetto la recinzione.[38] La copertura mediatica delle manifestazioni e quella che è stata definita la "battaglia delle pubbliche relazioni" sono state oggetto di analisi e controversie.[41][42] Alla fine di febbraio 2019, una commissione indipendente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha rilevato che, dei 489 casi di morti o feriti palestinesi analizzati, solo due erano potenzialmente giustificabili come risposte al pericolo da parte delle forze di sicurezza israeliane. La commissione ha ritenuto illegali i restanti casi e ha concluso con una raccomandazione che invitava Israele a esaminare se fossero stati commessi crimini di guerra o crimini contro l'umanità e, in tal caso, a processare i responsabili.[2]

Lo stesso argomento in dettaglio: Blocco della Striscia di Gaza.

Nel 2005 Israele ritirò le proprie forze da Gaza permettendo all'Autorità Nazionale Palestinese di prendere il controllo. Nonostante il ritiro, Israele ha mantenuto comunque l'occupazione mediante un controllo esterno diretto sulla vita quotidiana a Gaza, attraverso gli spazi aereo e marittimo, la maggior parte dei valichi di frontiera, l'approvvigionamento elettrico e idrico e altri servizi pubblici.[15][43][44][45] Secondo Human Rights Watch, i palestinesi di Gaza rimangono ancora persone protette ai sensi degli articoli delle Convenzioni di Ginevra.[29]

Dopo aver vinto le elezioni legislative in Palestina del 2006 e la successiva battaglia di Gaza del 2007, Hamas prese il controllo politico della striscia ed espulse Fatah, il partito rivale che governava la Cisgiordania. Questa presa di potere portò Israele ed Egitto a imporre un blocco terrestre, aereo e marittimo su Gaza. Di conseguenza, l'economia di Gaza si è ridotta e molte persone hanno perso l'accesso a beni di prima necessità.[46]

A seguito di numerose guerre tra Hamas e Israele, in particolare la guerra di Gaza del 2014, la situazione umanitaria a Gaza è peggiorata. La nuova leadership di Yahya Sinwar sperava di convincere l'Autorità Nazionale Palestinese, guidata da Fatah, ad assumere il controllo degli affari civili di Gaza attraverso un accordo Fatah-Hamas del 2017, che alla fine non è andato in porto. Secondo il giornalista israeliano Amos Harel, Hamas, che non è riuscita a revocare il blocco negli anni, avrebbe cercato di usare le manifestazioni come mezzo per uscire dalla crisi strategica, avendo ritenuto inefficace il conflitto armato con Israele.[47]

La principale richiesta delle proteste era il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti nelle proprie terre di origine, ora israeliane. La maggioranza della popolazione di Gaza è composta infatti da sfollati della Nakba e dai loro discendenti.[48] Israele nega qualsiasi diritto al ritorno, temendo che gli ebrei diventerebbero una minoranza in Israele se troppi palestinesi tornassero.[49]

La "no-go zone" e la barriera al confine di Gaza

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Mappa di Gaza che mostra le restrizioni di accesso al confine con Israele al dicembre 2012.

     Accesso vietato (100 m)

     Accesso consentito solo a piedi e a contadini (100-300 m)

     Zona a rischio

Verso la fine del 2005, dopo il ritiro israeliano da Gaza, l'esercito israeliano impose una "no-go zone" (area ad accesso vietato per i palestinesi) sul lato interno del confine, in risposta all'utilizzo di razzi rudimentali da Gaza verso Israele.[50] Nel 2023, questa zona era larga circa 300 metri.[51]

La recinzione di confine tra Gaza e Israele è composta da una rudimentale barriera di filo spinato, un breve varco e poi una "recinzione intelligente" di 3 metri con sensori per rilevare trasgressori. Una folla che si dirigesse verso la recinzione potrebbe attraversarla in circa 30 secondi, secondo uno degli appaltatori che l'hanno costruita.[52]

Vicino al confine di Gaza con Israele nel 2018
La barriera tra Gaza e Israele vista dal lato israeliano

Idea, organizzazione e strategia

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L'idea di una protesta pacifica da parte dei cittadini di Gaza che rivendicano il diritto al ritorno risale ai primi anni 2010. Ahmed Abu Ratima, un giornalista palestinese,[53] ha proposto una protesta di questo tipo in un post su Facebook.[54] Il giornalista Muthana al-Najjar avviò la protesta nel 2018 piantando una tenda vicino al confine per oltre un mese.[55] Ottenne il sostegno di intellettuali gazesi come Atef Abu Saif, che si dice abbiano tratto ispirazione dagli esempi di Martin Luther King e Mahatma Gandhi. Le proteste furono infine appoggiate anche dai più importanti gruppi politici palestinesi, tra cui Hamas e il suo principale avversario politico, Fatah.[56] Anche altre fazioni, come la Jihad islamica palestinese, il Fronte popolare per la liberazione della Palestina e i sostenitori di Muhammad Dahlan (espulso da Fatah nel 2011) hanno appoggiato le proteste.[57]

Gli organizzatori avevano provato a mantenere la protesta indipendente dai gruppi politici, ma a marzo 2018 Hamas era fortemente coinvolto nell'organizzazione.[55] Giornali locali, televisioni e social media hanno mobilitato gli abitanti di Gaza per unirsi alla marcia. Hamas ha partecipato a diffondere le notizie e massimizzare la partecipazione alle proteste, nonostante i tentativi israeliani di dissuasione. Ha inoltre coinvolto propri agenti in borghese per controllare che non avvenissero atti violenti.[58]

Le proteste erano programmate per sei settimane a partire dal 30 marzo con la richiesta dichiarata di revocare il blocco e rispettare il diritto al ritorno.[17]

  1. 1 2 3 (EN) And now for the whitewashing, in B'Tselem, 24 maggio 2021.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Human Rights Council, Report of the independent international commission of inquiry on the protests in the Occupied Palestinian Territory (PDF), su OHCHR, 25 febbraio 2019, p. 6.
  3. ↑ (EN) Nick Cumming-Bruce, U.N. Panel Urges Investigation Into Israeli Shootings at Gaza Border a Year Ago, in The New York Times, 18 marzo 2019.
  4. ↑ (EN) Anna Ahronheim, IDF names Aviv Levi, 21, as soldier killed by Hamas sniper at Gaza border, in The Jerusalem Post, 21 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2018).
  5. ↑ (EN) IDF officer moderately wounded by grenade during Gaza riots, in The Times of Israel, 13 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2018).
  6. ↑ (EN) Yoav Zitun, Elior Levy e Matan Tzuri, 3 soldiers wounded in wake of incessant barrage of Gaza mortars, in ynet Global, 29 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2018).
  7. ↑ (EN) Yaniv Kubovich e Jack Khoury, Israeli Soldier Wounded by Gaza Sniper; Three Palestinians Said Killed in Retaliatory Strike, in Haaretz, 26 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2022).
  8. ↑ 4 Israelis hurt from Gaza rocket hit in Sderot, in ynet Global, 14 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2018).
  9. ↑ (EN) Report of the UN Commission of Inquiry on the 2018 protests in the OPT, su OHCHR. URL consultato il 25 febbraio 2026.
  10. ↑ (EN) Rushdi abu Alouf, 15 Palestinians reported killed by Israeli fire as Gaza border protest builds, in Los Angeles Times, 30 marzo 2018. URL consultato il 16 dicembre 2025.
  11. 1 2 (EN) David M. Halbfinger e Iyad Abuheweila, One Dead Amid Violence in 3rd Week of Protests at Gaza-Israel Fence, in The New York Times, 13 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2018).
  12. ↑ (EN) Khaled Abu Toameh, Hamas vows Gaza protests to last until Palestinians ‘return to all of Palestine’, in The Times of Israel, 9 aprile 2018. URL consultato il 16 dicembre 2025.
  13. ↑ (EN) David M. Halbfinger, Iyad Abuheweila e Jugal K. Patel, 300 Meters in Gaza: Snipers, Burning Tires and a Contested Fence, in The New York Times, 13 aprile 2018. URL consultato il 16 dicembre 2025.
  14. ↑ (EN) Jack Khoury, Yaniv Kubovich e Almog Ben Zikri, Mass Gaza Border Clashes: 58 Palestinians Killed by Israeli Gunfire, 1,113 Wounded, in Haaretz, 15 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2022).
  15. 1 2 (EN) Adam Rasgon, Masses of Gazans head to border area for 'right of return' says organizer, in The Jerusalem Post, 28 marzo 2018.
  16. ↑ (EN) David M. Halbfinger, Hamas Sees Gaza Protests as Peaceful — and as a ‘Deadly Weapon’, in The New York Times, 15 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2018).
  17. 1 2 (EN) Organisers say Gaza protests to be scaled back, in Al Jazeera, 26 dicembre 2019.
  18. 1 2 (EN) Israeli army kills 17 Palestinians in Gaza protests, in Al Jazeera, 31 marzo 2018.
  19. ↑ (EN) Jack Khoury e Yaniv Kubovich, Gaza Protests: 'Three Killed, 174 Wounded' as Palestinians March on Border for Fifth Week, in Haaretz, 28 aprile 2018 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2022).
  20. ↑ (EN) Nidal Al-Mughrabi, Israeli troops fire shots, tear gas at Gaza protesters, 1,100 Palestinians hurt, in Reuters, 4 maggio 2018.
  21. ↑ (EN) Daoud Kuttab, The truth about Gaza, in Al-Monitor, 23 maggio 2018.
  22. ↑ (EN) Jack Khoury, Yaniv Kubovich e Almog Ben Zikri, 15 Killed, Dozens Wounded as Thousands Gather on Israel-Gaza Border, in Haaretz, 31 marzo 2018.
  23. ↑ (EN) Jennifer Williams, The recent violence at the Gaza-Israel border, explained, in Vox, 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2018).
  24. ↑ (EN) Israelis kill more than 50 Palestinians in Gaza protests, health officials say, in The Washington Post, 14 maggio 2018.
  25. ↑ (EN) Raf Sanchez, Gaza braces for protests and funerals a day after at least 58 Palestinians killed by Israeli troops, in The Telegraph, 14 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2018).
  26. ↑ (EN) IDF uses tear gas, live fire as thousands protest at Gaza border, in The Times of Israel, 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2018).
  27. ↑ (EN) Israeli use of live fire in Gaza causing ‘unprecedented crisis,’ Red Cross says, in The Times of Israel, 19 giugno 2018.
  28. ↑ (EN) Oliver Holmes, Israel faces outcry over Gaza killings during Jerusalem embassy protests, in The Guardian, 15 maggio 2018.
    «Until this week, no Israeli had been harmed since protests began on 30 March. An IDF spokesman, Lt Col Jonathan Conricus, said one soldier had been "slightly wounded by shrapnel" on Monday but he did not have details on the source of the injury.»
  29. 1 2 (EN) Israel: Apparent War Crimes in Gaza, in Human Rights Watch, 13 giugno 2018.
    «Human Rights Watch interviewed nine people who witnessed Israeli forces shooting protesters in Gaza on May 14, the day with the highest toll of deaths and injuries so far when more than 60 people were killed, and another who saw a journalist shot and killed on April 6. Seven of these interviewees not only witnessed people being shot, but were also themselves shot. The shootings happened at places where protests were held near the perimeter fences that separate Gaza from Israel, including east of Jabalya, Gaza City, Khan Yunis, and Rafah. Their accounts, along with photographs and videos, show a pattern of Israeli forces shooting people who posed no imminent threat to life with live ammunition.»
  30. ↑ (EN) Yaniv Kubovich, Jack Khoury, Almog Ben Zikri, Nir Hasson e Noa Landau, Jerusalem Embassy and Gaza Protests: 59 Palestinians Killed by Israeli Gunfire at Border, in Haaretz, 15 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2022).
  31. ↑ (EN) Salma Abdelaziz, Hamas claims 50 of its members died in Monday’s clashes in Gaza, in CNN, 16 maggio 2018.
  32. ↑ (EN) Alastair Jamieson, Hamas says most of protesters killed by Israel in Gaza were members, in NBC News, 17 maggio 2018.
  33. ↑ (EN) Jack Khoury, 50 of Dead in Gaza Protests Were Hamas Activists, Says Senior Hamas Official, in Haaretz, 16 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2022).
  34. ↑ (EN) Raphael Ahren, UN General Assembly condemns Israel for ‘excessive’ force at Gaza border, in The Times of Israel, 14 giugno 2018.
  35. ↑ (EN) Israel: Gaza Killings Unlawful, Calculated, in Human Rights Watch, 3 aprile 2018.
  36. ↑ (EN) Israel response to Gaza protests ‘illegal’: Israeli NGO, in Anadolu Ajansı, 31 marzo 2018.
  37. ↑ (EN) Amnesty: Israel must put an end to excessive and lethal force in Gaza, in Palestine News Network, 14 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2018).
  38. 1 2 (EN) Loveday Morris, Hazem Balousha e Ruth Eglash, Burning tires, tear gas and live fire: Gaza clashes turn deadly, in The Washington Post, 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2018).
  39. ↑ (EN) David M. Halbfinger, Iyad Abuheweila e Isabel Kershner, Nine Killed in Gaza as Palestinian Protesters Face Off With Israeli Soldiers, in The New York Times, 6 aprile 2018.
  40. ↑ (EN) US blocks UNSC statement on Israel’s use of force on Land Day, in Al Jazeera, 1° aprile 2018.
  41. ↑ (EN) Isabel Kershner, Israel, Palestinians launch war of words after Gaza violence, in The Globe and Mail, 1º aprile 2018. URL consultato il 19 dicembre 2025.
  42. ↑ (EN) Muhammad Shehada e Jamie Stern-Weiner, Debunking Myths About the Palestinian Protests, in Vice Media, 12 giugno 2018.
  43. ↑ (EN) Andrew Sanger, The Contemporary Law of Blockade and the Gaza Freedom Flotilla, in Yearbook of International Humanitarian Law - 2010, vol. 13, Springer Science & Business Media, 2011, p. 429, DOI:10.1007/978-90-6704-811-8_14, ISBN 978-90-6704-811-8.
  44. ↑ (EN) Michelle Gawerc, Prefiguring Peace: Israeli-Palestinian Peacebuilding Partnerships, Lexington Books, 2012, p. 44, ISBN 978-0-739-16610-9.
    «While Israel withdrew from the immediate territory, it remained in control of all access to and from Gaza through the border crossings, as well as through the coastline and the airspace. In addition, Gaza was dependent upon Israel for water, electricity sewage communication networks and for its trade (Gisha 2007. Dowty 2008). In other words, while Israel maintained that its occupation of Gaza ended with its unilateral disengagement Palestinians – as well as many human right organizations and international bodies – argued that Gaza was by all intents and purposes still occupied.»
  45. ↑ (EN) Joel Peters, Gaza, in Exit Strategies and State Building, Oxford University Press, 2012, p. 234, DOI:10.1093/acprof:oso/9780199760114.001.0001, ISBN 9780199760114.
  46. ↑ (EN) Jen Kirby, The fighting in Gaza is over. The humanitarian crisis isn’t., in Vox, 21 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2021).
  47. ↑ (EN) Amos Harel, Gaza Mass Protests Force Israeli Military to Maneuver Between Two Contradictory Goals, in Haaretz, 30 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2020).
  48. ↑ (EN) Isabel Kershner e Iyad Abuheweila, Israeli Military Kills 15 Palestinians in Confrontations on Gaza Border, in The New York Times, 30 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2018).
  49. ↑ (EN) Saphora Smith e Lawahez Jabari, Ten Palestinians killed by Israeli fire in latest Gaza protests, officials say, in NBC News, 7 aprile 2018.
  50. ↑ (EN) Greg Myre, Israel calls northern Gaza area no-go zone, in The New York Times, 29 dicembre 2005 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2018).
  51. ↑ (EN) Camille Bressange, Dion Nissenbaum, Juanje Gómez e Fatima AbdulKarim, How Israel’s Proposed Buffer Zone Reshapes the Gaza Strip, in The Wall Street Journal, 16 marzo 2024.
  52. ↑ (EN) David M. Halbfinger, Iyad Abuheweila e Jugal K. Patel, 300 Meters in Gaza: Snipers, Burning Tires and a Contested Fence, in The New York Times, 13 aprile 2018.
  53. ↑ (EN) Gideon Levy e Alex Levac, Nothing makes sense here: A journey along the fences and barbed wire suffocating the Gaza Strip, in Haaretz, 4 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2022).
  54. ↑ (EN) Perla Issa e Ghassan Abu Sitta, INTERVIEW WITH DR. GHASSAN ABU SITTA (PDF), in Journal of Palestine Studies, vol. 47, n. 4, 2018, pp. 46-56.
  55. 1 2 (EN) Enas Fares Ghannam, Despite Israel’s threats of violence, Gaza protesters have peaceful dream, in Mondoweiss, 29 marzo 2018.
  56. ↑ (EN) Donald Macintyre, Inside Gaza: ‘these are people with nothing to lose’, in The Guardian, 8 aprile 2018.
  57. ↑ (EN) Gaza Strip Initiative, In Collaboration With Hamas, Palestinian Islamic Jihad, And Supporters Of Fatah's Muhammad Dahlan: Masses Will Throng To Border With Israel To Demand Right Of Return, in Middle East Media Research Institute, 22 marzo 2018.
  58. ↑ (EN) Muhammad Shehada, The full story behind the 'March of Return', in Ynet, 30 marzo 2018.

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