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Viveca Lindfors

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Elsa Viveca Torstensdotter Lindfors

Elsa Viveca Torstensdotter Lindfors (Uppsala, 29 dicembre 1920 – Uppsala, 25 ottobre 1995) è stata un'attrice svedese naturalizzata statunitense.

Figlia di Karin Emilia Therese e Axel Torsten Lindfors, studiò per tre anni al Royal Dramatic Theatre School a Stoccolma.[1] Il padre era un ufficiale dell'esercito e la giovane ebbe l'opportunità di viaggiare molto e apprendere l'inglese, il tedesco e il francese.[1] Debuttò sul grande schermo nel 1940 con il film Snurriga familjen di Ivar Johansson[2] e lavorò in Svezia in diversi film e opere teatrali fino al 1945.[3][4]

Nel 1946 si trasferì negli Stati Uniti per proseguire la carriera a Hollywood, dove la Warner Brothers intendeva fare di lei una nuova Greta Garbo[3] ma, malgrado la sua notevole bellezza[3] non ebbe molte opportunità di dimostrare il suo talento e la sua personalità di attrice.[1] Fu protagonista di drammi come Sempre più notte (1949) di Don Siegel, accanto a Ronald Reagan,[3] e Non siate tristi per me (1950), noir come La donna del traditore (1948) e La città nera (1950),[2] e recitò nei western La grande sparatoria (1952), All'ombra del patibolo (1955) e Il marchio dell'odio (1957), e nelle avventure in costume Le avventure di Don Giovanni (1948), al fianco di Errol Flynn,[2] e Il covo dei contrabbandieri (1955) di Fritz Lang.

Alla metà degli anni Cinquanta preferì dedicarsi maggiormente al teatro e ottenne grande successo come protagonista di Anastasia (1954-1955) al Lyceum Theatre di Broadway,[1][4] nel ruolo di Cordelia in Re Lear (1956) e nel musical Pal Joey (1963), entrambi in scena al New York City Center. Nel 1958 tornò sullo schermo partecipando al film italiano La tempesta di Alberto Lattuada, cui seguirono due apparizioni negli epici La storia di Ruth (1960) e Il re dei re (1961). Nel 1962 vinse l'Orso d'argento per la migliore attrice al Festival di Berlino per la sua interpretazione nel film Tre individui tanto odio di Tad Danielewski.[3] Sul palcoscenico apparve inoltre nel dramma La signorina Julie (1955) di August Strindberg[2] e in un one-woman show dal titolo I Am a Woman (1973) con cui andò in scena in numerosi teatri degli Stati Uniti.[1]

Nota anche per il suo anticonformista stile di vita,[4] l'attrice fu attiva fino agli anni Novanta al cinema e in televisione e fu diretta da grandi registi come Joseph Losey in Hallucination (1963), Sydney Pollack in Come eravamo (1973), Robert Altman in Un matrimonio (1978), Oliver Stone in La mano (1981) e George A. Romero in Creepshow (1982).[2][4] Tra le sue ultime apparizioni sul grande schermo da ricordare quelle nel ruolo della scienziata Catherine Langford nell'avventura di fantascienza Stargate (1994)[4] e quella nel film-documentario Riccardo III - Un uomo, un re (1996) di Al Pacino.[3] L'attrice morì nel 1995 per complicazioni dovute all'artrite reumatoide[4] mentre si trovava nella sua città natale, Uppsala, per le rappresentazioni del suo recital personale In Search of Strindberg.[2]

Si sposò quattro volte ed ogni matrimonio terminò con un divorzio:[2]

  • dal 1941 al 1943 con il regista Harry Hasso, da cui ebbe un figlio, John;
  • dal 1944 al 1948 con lo scacchista Folke Rogard, da cui ebbe una figlia, Lena;
  • dal 1948 al 1953 con il regista e produttore Don Siegel, dal quale ebbe il figlio Christopher, divenuto attore e regista;
  • dal 1953 al 1970 con lo scrittore e sceneggiatore George Tabori, che diede il cognome ai tre figli dell'attrice.

Filmografia parziale

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Viveca Lindfors con Otello Toso nel film Nebbie sul mare (1944)
Viveca Lindfors nel film La storia di Ruth (1960)

Riconoscimenti

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Doppiatrici italiane

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Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Viveca Lindfors è stata doppiata da:

  1. 1 2 3 4 5 Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. II, pp. 313-314
  2. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Viveca Lindfors, su https://variety.com/, 29 ottobre 1995. URL consultato il 20 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, p. 685
  4. 1 2 3 4 5 6 (EN) Myrna Oliver, Obituary : Viveca Lindfors; Actress’ Career Spanned 50 Years, su https://latimes.com/, 26 ottobre 1995. URL consultato il 20 ottobre 2026.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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