GINO PRATO – Il sogno americano del ciabattino di Statale

La Pro Loco VAL GRAVEGLIA ha curato la pubblicazione di questa breve ricerca sulla figura di GINO PRATO che partito da STATALE negli anni 20 del 900 divenne famoso nel 1955 per la sua partecipazione alla trasmissione televisiva “$64.000 Question”, trasmissione che qualche mese dopo approderà in Italia con il titolo di “LASCIA O RADDOPPIA”.

Il libro è disponibile presso lo stand della PRO LOCO presente al Mercatino Agricolo di Conscenti.

Qui di seguito un breve video di presentazione:

Ricordi unici d’infanzia.

“I piacevoli ricordi d’infanzia mi ispirano a impegnarmi e a desiderare di tornare a visitare la splendida Reppia, dove ho trascorso i miei giorni di gioventù in grande felicità.

Non solo perché era il mio luogo di nascita, ma perché era un centro di grande bellezza naturale e di contadini allegri e piacevoli.

Io amo Reppia.

Desidero di nuovo sdraiarmi pigramente nella fragranza dei suoi variopinti fiori selvatici, osservando i raggi del sole rossi, blu e gialli, gli uccelli che guizzano veloci, i petali che cadono dai fiori degli alberi da frutto, mentre il fumo del mio camino macchia l’aria pura.

Desidero ascoltare il canto degli uccelli e il dolce mormorio dell’acqua sottostante e il canto sordo delle api operose, disturbato di tanto in tanto dalle note discordanti di mucche, pecore e maiali.

Qualche anno fa, ho lasciato volentieri Reppia; ora è il mio ricordo più bello.

Da allora non ho mai più sentito campane così gioconde chiamarmi in chiesa. Erano una tale delizia per noi pastori, che banchettavamo con la loro melodia angelica e la sua debole eco, lassù su quell’alta montagna, lontano dal campanile. Piangevano così bene che piangevamo con loro.

Da quando me ne sono andata, non ho mai bevuto acqua così buona come quella dalla sua vera sorgente, né ho mai camminato di notte oppressa dalla paura dei fantasmi, ma tuttavia divertita dal silenzio della notte, illuminata dalla luna che consideravo molto generosa perché mi seguiva ovunque andassi.

In una notte come questa, mi divertivo a catturare lucciole che rendevano ancora più bello il silenzio pacifico e misterioso. Altre notti d’inverno, nella paura e nel silenzio, ascoltavo il fragore dei venti tra tuoni e fulmini.

Mai fuori dai confini di Reppia ho lavorato nei dorati campi di grano alla luce della luna e di un grande falò, in compagnia di giovani così allegri, che cantavano, scherzavano, ballavano e si sedevano attorno al fuoco per riposare raccontando ogni sorta di favole. Tra le scintille rosse in movimento e i volti tranquilli di coloro che sedevano accanto al grano accumulato, ricordavano quando avevano catturato le lucciole; cantavano canzoni; poi danzavano accanto al fuoco.

Durante il riposo alcune madri allattavano i loro bambini, dormendo avvolte in coperte sotto grandi alberi.

Da allora non sono mai uscita alle tre del mattino per superare la mia vicina nella ricerca dei funghi.

Ricordo tutte le preghiere che recitavo passando vicino al cimitero; poi mi sono tornate in mente tutte le storie di fantasmi e le superstizioni che conoscevo.

Non mi è mai tornata la gioia che provavo nel guardare la neve per ore e ore, o nel partecipare alle feste di paese.

Non ho mai apprezzato un vestito come quello di seta che mi era stato spedito dall’America, o le arance e i dolci che mangiavo così raramente.

Tra questi tesori della memoria dovrebbero esserci anche le malefatte e le difficoltà vissute lì, ma queste sembrano nascoste quando ricordo Reppia.

Desidero tornare da quei bravi contadini scalzi per portare loro doni; persino la carta in cui fosse avvolto il regalo sarebbe apprezzata.

Vogliono essere orgogliosi di me un giorno, come sono orgogliosi di molti dei loro discendenti che ricoprono posizioni importanti in questo mondo. Si vantano del sindaco Rossi, il cui padre è nato nella stessa camera in cui ho visto la luce per la prima volta.

Quando tornerò, spero di renderli orgogliosi anche di me; allora sarò degna di essere nata nella splendida Reppia”.

Questo testo è stato scritto nel 1937 e pubblicato su di una rivista destinata alle scuole superiori statunitensi da Paola Rossi nata a Reppia il 7 novembre 1917, partita con la famiglia (il padre Giuseppe e la madre Chiara i fratelli Antonio, Giovanni, Abramo e la sorella Luigia ) dalla Val Graveglia qualche anno prima.

Preti … briganti.

Il testo che segue è stato scritto da ………….. (lascio volutamente il piacere al lettore di intuirne l’autore) e racconta una sua esperienza vissuta in Reppia negli anni intorno al 1868. In quel periodo reggeva la parrocchia di Sant’Appolinare Prete Antonio Beronio:

“A Reppia abbiamo vissuto un’esperienza singolare. Il villaggio è molto pittoresco, ma ai nostri tempi era piuttosto fuori dal mondo e trascurato; il portico della casa dove abitavamo era protetto da una feritoia, attraverso la quale si poteva sparare su chiunque tentasse di forzare l’ingresso. Il prete del villaggio aveva un cattivo carattere nei rapporti con il suo gregge; si diceva che rifiutasse la sepoltura cristiana ai morti, i cui amici non potevano pagare il compenso alla Chiesa! Non garantisco per la verità di questa accusa; ma era un tipo strano, più simile a un brigante che a un prete! Mi ha servito a cena, con una camicia di flanella rossa, aperta liberamente sul petto villoso; e con la pipa in bocca! Ha stipulato un contratto con noi per il trasporto delle nostre provviste e di alcuni minerali che abbiamo trovato.
Al mio ritorno a Genova informai i miei amici ecclesiastici dei meschini modi di questo strano prete; e non ho dubbi che sia stato rimosso.
In nulla il progresso dell’Italia è più marcato che nel carattere del sacerdozio dopo la caduta del potere temporale, e nell’abrogazione dell’esenzione dal servizio militare dei giovani destinati alla Chiesa, credo che adesso sia esemplare, anche se ancora oggi sono relativamente pochi i gentiluomini che prendono i voti.”

In effetti il parroco Antonio Beronio (che resse la parrocchia dal 1864 al 1901) non fu evidentemente rimosso.

Un rimorchiatore ridotto in atomi

Una storia che ha le sue origini e la sua conclusione in Valle Sturla e precisamente nel Comune di Mezzanego ma che ha molte analogie con quella di Emilia Prato. Uguali le premesse, diversa ma tragicamente simile la fine.1

La mattina dell’undici dicembre 1885 un’anziana donna è vista vagare all’interno dell’Hudson Square Park di Hoboken2. La donna tiene tra le mani una fotografia che ritmicamente porta alle labbra mentre i suoi occhi si rivolgono al cielo come in preghiera.

hoboken-hudson-square
Hoboken – Hudson Park Square

La donna si avvicina ai passanti e mostrando la foto ripete “Vedete … è mio figlio … giace sul fondo del fiume Hudson … sto andando a cercarlo …” e così dicendo si avvia verso l’acqua e tenta di tuffarsi dalla strada nel fiume.

Un poliziotto che ha notato il fatto raggiunge la donna prima che essa entri in acqua e la accompagna alla stazione di polizia dove, ritenuta incapace di intendere, è affidata alla famiglia.

La donna è Paola Cuneo, madre di Luigi Cafferata, giovane comproprietario del rimorchiatore “Dorie Emory”, che alcuni giorni prima e precisamente alle ore 17.30 del 3 dicembre 1885 è esploso sul fiume Hudson.3

Il “Dorie Emory” era un rimorchiatore (Tug Boat) di proprietà di Giuseppe Angelo Arata e del cognato Luigi Cafferata (Teresa sorella di Luigi ha sposato Giuseppe Angelo) .

Quel 3 dicembre nel primo pomeriggio la barca ha trainando una chiatta carica di mattoni dalla Battery4 fino ai moli di Harlem5. Alle 5 di pomeriggio, finito lo scarico, il rimorchiatore con a seguito la chiatta riparte.

La chiatta è trainata da un corto cavo e i quattro operai che si sono occupati dello scarico si accomodano a bordo di essa per ripararsi dal freddo vento. Sul rimorchiatore sono presenti il capitano Garrett Morris con il figlio Tom, il comproprietario e tecnico Luigi Cafferata, il fuochista Thomas Van Hausen6 e il cuoco Charles Davis.

Facciamo un passo indietro.

Luigi Angelo Cafferata è nato il 9 aprile 1862 a Parigi, al numero 6 di Piazza della Reunion nel XX° Arrondisement quartiere di Charonne secondo figlio di Pietro e di Paola Cuneo (il giorno 8 maggio 1856 era nata, sempre a Parigi, Maria Teresa). Pietro e Paola si sono trasferiti a Parigi dopo il matrimonio avvenuto nel Comune di Carasco, fanno parte della nutrita comunità italiana (ed in particolare dell’entroterra Chiavarese) che soggiorna nel quartiere di Charonne (a pochi metri vive la famiglia di Pasquale Prato e Teresa Rossi nonni di Emilia “Millie” Prato che morirà a New York il 25 marzo 1911 nell’incendio dell’Asch Building la “fabbrica di camicette”). Nel 1868 la famiglia lascia la Francia dal porto di Le Havre sulla nave “Germania”7 e si trasferisce a New York dove arriva il giorno 5 del mese di maggio. La famiglia è composta del padre Pietro (di anni 40) dalla moglie Paola (di anni 40) dalla figlia Teresa (di anni 11) e dal figlio Luigi (di anni 5).

FOTO SS_Germania
La nave a vapore “Germania” costruita nel 1863 e naufragata nel 1869

Pietro, il padre di Luigi, muore poco dopo l’arrivo negli USA. Luigi sposa Ellen Sadby8 dalla quale ha due figli David e Paul, tragicamente al momento del disastro Ellen è in attesa della terzogenita Luisa che nascerà dopo la morte del padre il 1° aprile 1886.

Luigi se pur solo quasi ventiquattrenne ha già maturato una grande esperienza come tecnico a bordo dei battelli della “Pennsylvania Railroad”9 e da sei mesi è sul suo rimorchiatore sempre con funzioni tecniche.

1883-1884 FOTO Attività Hoboken

Cafferta Luigi di professione fuochista dalla Guida Attività di Hoboken 1883-1884

FOTO Pennsylvania Tugboat LANCASTER 1905
Un rimorchiatore della Pennsylvania RailRoad Compay

Ma torniamo al 3 Dicembre 1885.

Scendendo lungo l’Hudson il rimorchiatore per sfuggire alla forza della corrente si avvicina alla costa sul lato di Manhattan.

Il “Dorie Emory” è ora in prossimità della 59a Strada e naviga vicino alla scogliera, la forza della corrente è ancora aumentata e il rimorchiatore deve chiedere ulteriore potenza ai propri motori.

Ancora pochi istanti e ci troviamo nei pressi della 58a Strada e il “Dorie Emory” esplode….

Gli uomini a bordo della chiatta, che da quel momento va alla deriva, rimangono storditi dall’esplosione, in quel momento tutto ciò che possono vedere sono i corpi dell’equipaggio del rimorchiatore gettati in aria e volteggianti nel cielo insieme a frammenti di legno e di ferro.

Entrambi i lati della barca sono distrutti, la parte superiore si è frantumata ed i suoi pezzi lanciati in tutte le direzioni. Il rimorchiatore rapidamente affonda nelle gelide acque del fiume.

Ogni vita a bordo del rimorchiatore si è spenta sul colpo.

Sulle imbarcazioni nel fiume e nelle case vicine tutto ciò che gli osservatori hanno potuto vedere è stato solo un forte lampo luminoso seguito da un rumore assordante.

La causa dell’esplosione è un mistero, ma si suppone che il tecnico o il fuochista abbiano lasciato che l’acqua si abbassasse troppo nella caldaia e poi ne abbiano versata troppa per ottenere un’alta pressione di vapore che consentisse alla barca di doppiare la punta10, che in condizioni di alta marea è uno dei posti peggiori in cui passare lungo la sponda occidentale.

La testimonianza del fuochista Van Hausen miracolosamente scampato al disastro pone in evidenza la professionalità di Cafferata: “l’ingegnere, era un uomo affidabile e molto attento ai suoi compiti nella sala macchine, e Davis conosceva bene il mestiere del fuochista”

Dal “New York Times” del 5 dicembre 1885: “Il lungofiume vicino alla Sessantatreesima Strada è stato occupato tutta la mattina di ieri per la raccolta dei rottami del rimorchiatore “Dorie Emory”, che era esploso giovedì in prossimità della Cinquantanovesima Strada. La maggior parte dei rottami erano adatti solo per accendere il fuoco e sono stati raccolti per quello scopo. Erano circa le ore 10 quando il capitano Cassidy, del battello “George W. Gates”, vide fluttuare verso di lui un pezzo di panno di cotone bianco. L’addetto al recupero si affrettò ad agganciarlo e lo tirò a bordo. Con suo orrore trovò che il frammento bianco era carne umana, che evidentemente era stata strappata dal corpo di uno degli uomini dell’equipaggio del rimorchiatore. Un marinaio appartenente alla barca “Oswego” pescò una scatola di sapone contenente una camicia di lana nuova e un paio di calzini. Niente altro di interessante è stato trovato, anche se barcaioli e folle di curiosi osservarono dalle banchine tutto il giorno.”

Nessun corpo fu mai recuperato.

I tecnici che qualche tempo prima avevano verificato il rimorchiatore furono concordi nel ritenere che la sua caldaia era in condizione di poter lavorare in sicurezza se utilizzata all’interno dei limiti di pressione autorizzati, ma erano altrettanto certi che fosse usanza, sulla maggior parte dei battelli, di manomettere le valvole di sicurezza per poter raggiungere pressioni maggiori allo scopo di ottenere prestazioni migliori in termini di potenza.

A seguito del disastro Ellen Cafferata rimasta vedova e come, abbiamo accennato in attesa di un’ulteriore figlia, si trasferisce al nr. 90 di Adams Street in Hoboken presso i cognati, così anche la suocera Paola Cuneo che però tornerà nel 1890 in Italia a Mezzanego dove provvederà a registrare l’atto di morte del figlio Luigi.

Il “Dorey Emory” acquistato usato da Luigi e dal cognato solo sei mesi prima e sottoposto a importanti lavori di ammodernamento non era coperto da assicurazione così Angelo Giuseppe Arata dovette ritornare a lavorare come dipendente quale capitano per altre compagnie di navigazione. Le cose non gli andarono certo male se, come risulta da documenti posteriori, nel 1910 viveva con la famiglia e una donna di servizio nel quartiere residenziale di Garden Street sempre a Hoboken.

1“A tug-boot blown to atoms” dal titolo dell’articolo pubblicato sul “The New York Tribune” del 4 dicembre 1885.

2Hoboken è una cittadina di circa 50.000 abitanti che si trova sulla riva occidentale del fiume Hudson di fronte all’isola di Manhattan, New York.

3Su diverse pubblicazioni e documenti d’epoca il fatto è riportato erroneamente come avvenuto il 5 dicembre, la data corretta del 3 dicembre è rilevabile, per esempio, dall’edizione del 4 dicembre del giornale “The New York Tribune” che riporta la notizia.

4“The Battery” è la punta sud dell’isola di Manhattan, così chiamata per la presenza di un forte (dal 1823 conosciuto come “Castle Garden”) costruito intorno al 1625 rimaneggiato fino all’inizio del XIX secolo e poi utilizzato quale primitivo punto di sbarco per gli immigrati provenienti dall’Europa prima della costruzione del più conosciuto “Ellis Island”, dogana e vari uffici comunali.

5Harlem è un quartiere della città di New York sito nella zona nord dell’isola di Manhattan.

6In effetti il fuochista non si trovava a bordo in quanto dopo le operazione di scarico si è assentato per far visita al genitori che vivevano su di una chiatta nelle vicinanze, ha lasciato il compito di governare la caldaia a Luigi Cafferata e a Charles Davis entrambi esperti nell’uso della stessa.

7 Il comandante della nave è il Capitano Schwensen, la nave (di proprietà della società “Hamburg America Line”) arriva a New York da Amburgo via Le Havre e Southampton, era stata costruita nel 1863 dai cantieri “Greenock by Caird & Co.” ha una stazza di 2.123 tonnellate e lunga circa 90 metri per 12 di larghezza.

8Il cognome è in fase di verifica mancando al momento un riscontro certo.

9Ferrovie della Pennsylvania, una delle principali compagnie ferroviarie degli Stati Uniti durante l’ottocento. Fondata nel 1846, nel 1871 raggiunse con le sue linee il New Jersey e con i suoi traghetti che attraversavano l’Hudson, New York.

10La punta “Allen’Point”, non più presente, si trovava in corrispondenza della 55a e 56a Strada Ovest, lì il corso del fiume Hudson faceva una piega che creava ostacolo al transito delle imbarcazioni causando rigurgiti nella corrente.

Dalla Valgraveglia per l’Unità d’Italia – I graveglini e le Guerre di Indipendenza

Oggi con la ricorrenza del 25 aprile cerchiamo di mantenere vivo il ricordo dei partecipanti e soprattutto dei caduti alla seconda guerra mondiale e con quella del 4 novembre quelli alla Grande Guerra, se per i primi il ricordo è ancora abbastanza presente già per i secondi si fa molto più flebile e le targhe che vediamo esposte con gli elenchi dei caduti suscitano oramai poche emozioni.

Vogliamo però oggi fare un azzardo, togliere, per un’attimo, dall’oblio i nostri avi, che ben prima che i lori figli, nipoti e pronipoti  partecipassero alle due guerre mondiali, sono stati chiamati alle armi per le ottocentesche guerre di Indipendenza e per la campagna di Crimea. Facciamo qui solo un breve elenco ripromettendoci di ritornare in seguito con più dettagli. (notizie su  Bacigalupo Antonio sono già stata pubblicata in questo articolo https://valgraveglia.wordpress.com/2012/03/14/la-pirofregata-re-ditalia-battaglia-di-lissa-20-luglio-1866/).

medaglie

Parteciparono alla Prima Guerra d’Indipendenza (1848-1849):

Cognome Nome e Paternità Reparto Grado
Andreveno Giovanni Battista di Giuseppe 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Arzeno Antonio di Bartolomeo Granatieri Guardie SOLDATO
Bacigalupo Giovanni di Giovanni 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Beronio Benedetto di Antonio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Beronio Pietro Agostino di Pietro 16° Regg. Fanteria SCELTO
Boggiano Giovanni Battista di Domenico 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Bonino Davide di Bartolomeo 16° Regg. Fanteria CAPORALE
Campodonico Giacomo di Giovanni Battista 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Canepa Giovanni di Giulio Granatieri Guardie SOLDATO
Casagrande Ferdinando 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Casagrande Giovanni Gregorio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Cerisola Benedetto di Antonio Reale Marina SOLDATO
Damico Nicolò di Domenico 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Galanzino Domenico di Secondo Treno d’Armata CAPORALE
Garibaldo Andrea di Giuseppe 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Antonio di Nicolò 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Bartolomeo di Giovanni 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Bartolomeo di Nicolò 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Domenico di Antonio 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Domenico di Francesco 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Gerolamo di Francesco 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Giovanni Battista di Domenico 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Giovanni Battista di Giuseppe 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Ghiotto Domenico di Giovanni Battista Granatieri Guardie SOLDATO
Lagorio Angelo di Giovanni Battista 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Lagorio Giovanni Battista di Pietro Antonio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Leonardini Leonardo 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Musto Michel’Angelo di Stefano 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Noceto Giulio Agostino di Giulio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Parma Giuseppe di Giacomo 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Parma Paolo di Giacomo 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Parodi Bartolomeo di Giuseppe 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Antonio di Michele 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Bartolomeo di Agostino 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Davide di Bartolomeo 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Domenico di Giuseppe 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Francesco di Giovanni Battista 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Francesco di Lorenzo 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Giuseppe di Antonio 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Luigi di Gerolamo 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Prato Angelo di Antonio 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Prato Domenico di Pasquale 8° Regg. Fanteria SOLDATO
Prato Giacomo di Giacomo Real Navi SOLDATO
Prato Giacomo di Giovanni Battista Reale Marina SOLDATO
Prato Giovanni di Pasquale 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Raffo Giovanni di Pietro 5° Regg. Artiglieria SOLDATO
Raffo Giuseppe di Giovanni 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Raffo Giuseppe di Marc’Antonio 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Raggio Antonio di Giovanni Battista Artiglieria da Piazza SOLDATO
Rissetto Angelo di Antonio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Rivara Angelo di Nicolò 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Rivara Gaetano di Andrea 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Rivara Luigi di Giovanni Battista 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Andrea Giuseppe di Giuseppe 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Antonio di Angelo 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Domenico di Antonio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Giovanni Battista di Giovanni Battista 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Giovanni Battista di Simone 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Sambuceti Antonio di Domenico 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Sambuceti Giovanni Battista di Antonio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Sambuceto Bartolomeo di Giovanni Battista 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Sambucetti Giovanni Antonio di Gerolamo 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Sambucetti Giovanni Battista di Antonio 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Sivori Angelo di Domenico 16° Regg. Fanteria SOLDATO
Sivori Angelo di Giovanni Battista 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Sivori Giovanni Battista di Tommaso 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Solari Angelo di Angelo Bersaglieri SOLDATO
Solari Giuseppe di Giovanni Agostino 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Tiscornia Andrea di Paolo 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Tiscornia Giacomo di Antonio Artiglieria SOLDATO
Tiscornia Giovanni Battista di Agostino Artiglieria SOLDATO
Vaccarezza Antonio di Emmanuele 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Valle Gaetano di Domenico 15° Regg. Fanteria SOLDATO

Parteciparono alla Guerra di Crimea (1855-1856):

Cognome Nome e Paternità Reparto Grado
Arzeno Domenico di Bartolomeo 6° Regg. Fanteria SCELTO
Baronio Angelo di Vincenzo 42° Regg. Fanteria CAPITANO
Daneri Giovanni Battista di Francesco 6° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Antonio di Agostino 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Giuseppe di Giovanni Agostino 1° Regg. Granatieri di Sardegna SOLDATO
Garibaldo Giovanni Battista Antonio di Giovanni Battista 2° Regg. Granatieri di Sardegna SOLDATO
Lagorio Giovanni Battista di Giovanni Battista 6° Regg. Fanteria SOLDATO
Mangiante Giovanni di Giovanni Antonio 5° Regg. Artiglieria SOLDATO
Raggio Bartolomeo di Francesco Bersaglieri SOLDATO
Rissetto Agostino di Giuseppe 10° Regg. Fanteria SCELTO
Rivara Giuseppe di Antonio 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Giovanni di Giovanni Antonio 6° Regg. Fanteria SCELTO
Rossi Pietro di Giovanni 10° Regg. Fanteria SCELTO
Tiscornia Antonio di Giacomo Bersaglieri SOLDATO
Tiscornia Domenico di Lazzaro 2° Regg. Granatieri di Sardegna SOLDATO
Tiscornia Giovanni Angelo di Domenico 6° Regg. Fanteria SCELTO

Parteciparono alla Seconda Guerra d’Indipendenza e alle campagne in Umbria, Marche e Italia meridionale  (1859-1860):

Cognome Nome e Paternità Reparto Grado
Arzeno Domenico di Bartolomeo 6° Regg. Fanteria SCELTO
Assalino Domenico di Giuseppe 8° Regg. Fanteria SCELTO
Bacigalupo Giovanni di Giovanni 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Baronio Angelo di Vincenzo 42° Regg. Fanteria CAPITANO
Bonavia Rossi Silvestro di Simone 6° Regg. Fanteria SCELTO
Canepa Giovanni di Giacomo 7° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Antonio di Agostino 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Felice di Michele 7° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Francesco di Bartolomeo 4° Regg. Granatieri SOLDATO
Garibaldi Giuseppe di Giovanni Agostino 1° Regg. Granatieri di Sardegna SOLDATO
Garibaldi Giuseppe Domenico di Angelo 2° Regg. Granatieri di Sardegna SOLDATO
Garibaldo Andrea Filippo di Antonio Bersaglieri SOLDATO
Garibaldo Giovanni Battista Antonio di Giovanni Battista 2° Regg. Granatieri di Sardegna SOLDATO
Garibaldo Giovanni Battista di Francesco 7° Regg. Fanteria SCELTO
Garibaldo Giuseppe Domenico di Giovanni Battista 6° Regg. Fanteria SCELTO
Mangiante Giovanni di Giovanni Antonio 5° Regg. Artiglieria SOLDATO
Parodi Fortunato di Giuseppe 8° Regg. Fanteria SCELTO
Pessagno Silvestro Antonio di Paolo 4° Regg. Fanteria SCELTO
Podestà  Giovanni Battista di Agostino Bersaglieri CAPORALE
Prato Domenico di Antonio 15° Regg. Fanteria CAPORALE
Prato Domenico di Giovanni Battista 4° Regg. Fanteria SCELTO
Prato Paolo Giovanni di Paolo 8° Regg. Fanteria SOLDATO
Raffo Antonio Agostino di Agostino 2° Regg. Granatieri di Sardegna CAPORALE
Raffo Antonio di Giovanni 15° Regg. Fanteria SOTTOCAPORALE
Raggio Bartolomeo di Francesco Bersaglieri SOLDATO
Rissetto Agostino di Giuseppe 10° Regg. Fanteria SCELTO
Rivara Giuseppe di Antonio 15° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Agostino di Giovanni Battista 5° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Domenico di Giovanni Battista 13° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Giovanni di Giovanni Antonio 6° Regg. Fanteria SCELTO
Rossi Pietro di Giovanni 10° Regg. Fanteria SCELTO
Solari Antonio di Lazzaro 5° Regg. Fanteria SOLDATO
Tiscornia Antonio di Giacomo Bersaglieri SOLDATO
Tiscornia Domenico di Lazzaro 2° Regg. Granatieri di Sardegna SOLDATO
Valle Giovanni Battista di Gerolamo 6° Regg. Fanteria SCELTO

Parteciparono alla Terza Guerra d’Indipendenza (1866):

Cognome Nome e Paternità Reparto Grado
Bacigalupo Antonio Reale Marina SOLDATO
Beronio Vincenzo Angelo di Antonio Genova Cavalleria SOLDATO
Briasco Domenico di Antonio 44° Regg. Fanteria SOLDATO
Busco Giovanni di Giacomo 61° Regg. Fanteria SOLDATO
Cafferata Antonio di Giovanni Battista 20° Regg. Fanteria SOLDATO
Campodonico Giovanni Battista di Luigi 9° Regg. Artiglieria SOLDATO
Canepa Giovanni di Giacomo 7° Regg. Fanteria SOLDATO
Fiscornia Angelo di Bartolomeo 31° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Agostino di Giacomo 3° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Francesco di Bartolomeo 4° Regg. Granatieri SOLDATO
Garibaldi Giovanni Battista di Antonio 1° Regg. Bersaglieri SOLDATO
Garibaldi Nicola di Giovanni Battista 44° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldi Stefano di Giovanni Battista 61° Regg. Fanteria SOLDATO
Garibaldo Giovanni Battista di Francesco 7° Regg. Fanteria SCELTO
Ghiotto Giovanni Battista di Antonio 61° Regg. Fanteria SOLDATO
Lagorio Luigi di Giovanni Battista 3° Regg. Granatieri SOLDATO
Mangiante Luigi di Antonio 57° Regg. Fanteria SOLDATO
Montedonico Andrea di Giuseppe 68° Regg. Fanteria SOLDATO
Parodi Fortunato di Giuseppe 8° Regg. Fanteria SCELTO
Pessagno Silvestro Antonio di Paolo 4° Regg. Fanteria SCELTO
Podestà  Giovanni Battista di Giovanni Antonio 8° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Giuseppe di Giovanni Battista 25° Regg. Fanteria SOLDATO
Podestà  Giuseppe di Lazzaro 3° Regg. Granatieri SOLDATO
Prato Antonio Paolo di Angelo 52° Regg. Fanteria CAPORALE
Prato Giovanni di Antonio 20° Regg. Fanteria SOLDATO
Raffo Andrea di Giovanni Battista 72° Regg. Fanteria SOLDATO
Raffo Antonio Agostino di Agostino 2° Regg. Granatieri di Sardegna CAPORALE
Raffo Antonio di Fedele 20° Regg. Fanteria SOLDATO
Raffo Gaetano Antonio di Domenico 53° Regg. Fanteria CAPORALE
Raffo Girolamo di Angelo 3° Regg. Granatieri SOLDATO
Rissetto Paolo di Antonio 44° Regg. Fanteria SOLDATO
Rossi Primo Antonio Agostino di Antonio 57° Regg. Fanteria SERGENTE
Sambuceti Agostino Giovanni Battista di Giuseppe 4° Regg. Fanteria SOLDATO
Sambuceti Angelo di Giovanni Battista 11° Regg. Fanteria SOLDATO
Tiscornia Giovanni di Angelo 61° Regg. Fanteria SOLDATO
Valle Luigi di Antonio 5° Regg. Bersaglieri SOLDATO

Parteciparono alla campagna per la presa di Roma (1870):

Cognome Nome e Paternità Reparto Grado
Baronio Angelo di Vincenzo 42° Regg. Fanteria CAPITANO
Campodonico Giovanni Battista di Luigi 9° Regg. Artiglieria SOLDATO
Cerisola Giovanni di Antonio 45° Regg. Fanteria SOLDATO
Costa Giovanni Battista di Andrea 15° Regg. Fanteria SOLDATO

 

Prato Emilia – Dall’emigrazione girovaga al sogno americano

La storia di Prato Emilia è abbastanza conosciuta. I giardini della frazione di Arzeno sono stati, anni fa, intitolati a questa ragazza che il 25 marzo 1911 perse la vita a New York nell’incendio della fabbrica di camicette “Triangle Shirtwaist Company”, In questa tragedia con Emilia (Millie) persero la vita altre 145 persone (122 donne e 11 uomini), delle quali molte di origine italiana.

Millie era figlia di Antonio Prato e di Teresa Raffo, che emigrarono negli Stati Uniti nella seconda metà del 800. Emilia era nata a New York il 5 marzo 1890 era la quarta di sette figli.

Fino a qui quanto le ricerche fino ad ora pubblicate ci permettevano di sapere.

Ma rimaneva ancora molto da scoprire così abbiamo approfondito le vicende di questo ramo della parentela Prato.

La storia di emigrazione della famiglia Prato aveva origine ben prima dell’esperienza americana di Antonio (e del fratello Giuseppe).

Il primo emigrante in famiglia su infatti il nonno di Emilia, Pasquale Prato (nato a Reppia il 15 settembre 1831) che lascio l’omonima frazione negli anni 50 dell’ottocento con destinazione Parigi e con la professione di suonatore ambulante.

A Parigi (precisamente nell’allora comune di Charonne, poi inglobato nel 20° Arrondissement di Parigi) incontrò una ragazza del suo stesso paese anche lei li emigrata con la sua stessa professione, Rossi Teresa (nata a Reppia ~1836) lì si sposeranno il 18 gennaio 1858 e li Teresa darà alla luce due figli: Antonio (il papà di Emilia, nel 1861) e Giuseppe (nel 1865).

I nonni di Emilia torneranno poi a Reppia ed Emilia vedrà l’Italia e poté incontrare la nonna Teresa sono una volta nel 1905/1906 quando sedicenne intraprese un viaggio con tutta la famiglia.

I sogni di Emilia si spezzano per sempre il 25 marzo 1911 nella fabbrica delle “camicette bianche”

Mi chiamo Riccardo e vengo da lontano ……

Sentiamo spesso parlare dei “foresti” venuti in Valgraveglia per lavorare nelle miniere. Ecco la storia di uno di loro.

Mi chiamo Riccardo e vengo da lontano.

“Repia, Dicembre 1890.

Mi chiamo Riccardo e sono nato il 10 ottobre 1841 in Inghilterra, più precisamente in Cornovaglia. La mia famiglia è di Liskey frazione del comune di Perranzabuloe.

Perranzabuloe è un insieme di piccoli villaggi sparsi sulla costa atlantica e nell’immediato entroterra, un paese di pescatori, contadini e minatori, la zona è ricca di stagno, piombo e rame.

Sono il terzo figlio di RIccardo Jenkin e di Anna Kernich, Mio padre era un Responsabile di Miniera, mia madre è sarta. Dopo gli studi  sono entrato presto in miniera,  ho seguito le orme di mio padre e di mio fratello Guglielmo (più grande di me di 2 anni).

La crisi che ha colpito il settore minerario inglese alla  metà di questo secolo ci ha costretto ad espatriare, ecco vedi, proprio come gli abitanti della Valgraveglia che nello stesso periodo si sono sparsi per il Nord Europa e per le Americhe. Io e mio fratello la nostra Merica l’abbiamo trovata qui da voi in Liguria.

La storia è andata così:  Mr. Frederick Yeat Brown, un ricco banchiere inglese che abitava a Genova aveva appena rilevato la miniera di rame di Libiola a Sestri Levante  e aveva iniziato a cercare operai specializzati per riavviare l’estrazione abbandonata secoli or sono, non trovandone qui sul posto si era rivolto alle conoscenze nel suo paese, così siamo stati  in molti a lasciare la nostra terra per trasferirci qui, alcuni come me provenivano dalla mia regione, la Cornovaglia come ti ho detto, altri fin dalla Scozia. Poi col tempo ancora ne arriveranno, questa volta dal Nord Italia, questi cercati da un altro “foresto”, come dite voi,  il francese che da poco ha aperto la miniera a Gambatesa (2).

Per me e per mio fratello le cose si sono subito messe per il meglio. Io sono ora il Capitano (3) della miniera di Reppia (4) e mio fratello è il Direttore di quella di Libiola. Mio fratello è qui con la moglie Maria Anna e hanno avuto già due figli, un maschietto e una bambina, io per ora non ho messo la testa a posto, mi diverto, però ho avuto un figlio che ho chiamato Riccardo Giuseppe. E si, hai ragione ,non mi sono sposato, però è successo, sua mamma è una ragazza della parrocchia di Reppia, abita a Casesoprane (5). 

Con mio fratello ci vediamo spesso, la “mia” miniera dipende dalla “sua”, anche se fa parte di un’altra concessione sempre avviata da Mr. Brown,  mi reco spesso a trovarlo a Santa Vittoria dove abita. Anche il francese di Gambatesa inizialmente ha abitato in quella zona (6) prima di trasferirsi qui in valle, sai anche lui ha iniziato con il mio capo ma poi ha preferito cercare altri minerali, e tutto il rame è rimasto a Mr. Brown.

(1) La famiglia Brown che abitava in origine all’isola Palmaria (Portovenere) si trasferì  a Genova, quando il padre (Timothy Yeats-Brown) vi venne nominato console inglese. Inizialmente presero dimora in un palazzo di via Cairoli per poi trasferirsi a villa Cambiaso situata sopra l’attuale piazza Corvetto in via Santa Maria della Sanità (l’attuale Via Mameli). Le notevoli disponibilità finanziarie permisero ai due figli del console di acquistare rispettivamente, Montague, il Castello di Portofino (che ancora oggi è chiamato Castello Brown) e Frederick il castello di Paraggi ora noto come Villa Bonomi Bolchini attualmente di proprietà della famiglia Berlusconi.

(2) Tra i primi immigrati dall’alta Italia, precisamente dal torinese, la famiglia Gross che fornirà il primo sorvegliante per la miniera di Gambatesa cantiere di Cassagna.

(3) con il temine Capitano si intendeva nella precedente legislazione mineraria sabauda il responsabile della miniera, al di sotto del quale erano i caporali (gli attuali sorveglianti).

(4) La Miniera di rame di Reppia (o di Monte Copello) sita in località Cantalupo ai margini del massiccio del Monte Zatta, venne autorizzata alla fine degli anni 60 dell’ottocento, quindi una decina di anni prima di quella di Gambatesa. L’esplorazione dell’alta valle da parte di F.Y. Brown è stata pertanto propedeutica all’avvio delle altre miniere della valle. Per la precisione anche qui Brown approfittò, come per Libiola, delle ricerche  di altri (il generale Luigi Masi e soci che anche qui avevano intrapreso ricerche una decina di anni prima.

(5) la famiglia Jenkin rimase sempre in contatto con la terra di origine, una figlia di Guglielmo tornata a Perranzabuloe vi si sposo nel anno 1900.

(6) prima di avviare le attività in Valgraveglia Auguste Fages risiedeva a Sestri Levante in località Santo Stefano del Ponte.