Susan Sontag

Susan Sontag, nata Susan Rosenblatt (New York, 16 gennaio 1933 – New York, 28 dicembre 2004), è stata una scrittrice, saggista e regista statunitense.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Susan Sontag nacque a New York con il nome di Susan Rosenblatt, da una famiglia di ebrei statunitensi. Il padre, Jack Rosenblatt, era un commerciante di pellame di origini polacche, mentre la madre, Mildred Jacobson, era di origini lituane.[1] Il padre morì di tubercolosi in Cina quando Susan aveva cinque anni.[2] La madre si risposò in seguito con Nathan Sontag: Susan e la sorella Judith ne assunsero il cognome, benché non fossero mai state adottate ufficialmente.[2]
Sontag crebbe a Tucson, in Arizona, e successivamente in California, dove frequentò la North Hollywood High School. Studentessa precoce, si diplomò a quindici anni e, dopo un semestre all'Università della California a Berkeley, si trasferì all'Università di Chicago, dove conseguì il Bachelor of Arts a diciotto anni. Proseguì gli studi all'Università Harvard, conseguendo un Master of Arts in filosofia. Insegnò successivamente in diverse istituzioni universitarie, fra cui la Columbia University e il Sarah Lawrence College, prima di dedicarsi all'attività di scrittrice e critica indipendente.[3]
Esordì nella narrativa con i romanzi The Benefactor (1963) e Death Kit (1967), ma raggiunse una più ampia notorietà come critica e intellettuale con le raccolte Against Interpretation (1966) e Styles of Radical Will (1969). Negli stessi anni affiancò alla riflessione estetica una crescente partecipazione al dibattito politico, opponendosi in particolare alla politica estera statunitense durante la guerra del Vietnam.[3]
Parallelamente alla scrittura si dedicò anche al cinema. Fra il 1969 e il 1983 scrisse e diresse quattro lungometraggi: Duett för kannibaler, Bröder Carl, Promised Lands e Unguided Tour.[4] Negli anni settanta pubblicò inoltre Sulla fotografia (1977), dedicato al ruolo culturale e politico delle immagini. Dopo essere stata colpita da un tumore al seno, pubblicò Illness as Metaphor (1978), anche a partire dalla propria esperienza della malattia e dedicato alla critica delle metafore associate soprattutto al cancro.[3]
Negli ultimi decenni della sua attività tornò con maggiore continuità alla narrativa. Nel 1992 pubblicò il romanzo storico L'amante del vulcano, ispirato alle vicende di Emma Hamilton, sir William Hamilton e Horatio Nelson, e nello stesso anno ricevette il premio Malaparte.[4] Nel 1993, durante l'assedio di Sarajevo, mise in scena nella città Aspettando Godot di Samuel Beckett, episodio legato alla crescente centralità assunta nella sua riflessione dalla responsabilità etica e politica dello scrittore.[5]
Nel 2000 il romanzo In America ottenne il National Book Award per la narrativa. Sontag continuò parallelamente l'attività saggistica e di intervento pubblico; nel 2003 tornò al tema delle immagini di guerra e della rappresentazione della sofferenza in Davanti al dolore degli altri, riconsiderando anche alcune posizioni formulate in Sulla fotografia.[3] Morì a New York il 28 dicembre 2004, all'età di 71 anni, di leucemia. È sepolta nel cimitero di Montparnasse a Parigi.
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1950, a diciassette anni, sposò Philip Rieff, dal quale ebbe un figlio, David Rieff, che divenne in seguito editore della madre e poi anch'egli scrittore. Susan Sontag e Rieff divorziarono nel 1958.[6] Dalla fine degli anni ottanta fino alla morte, Susan Sontag ebbe una relazione con la fotografa Annie Leibovitz.
Attività critica e pensiero
[modifica | modifica wikitesto]Sontag acquistò notorietà soprattutto come intellettuale pubblica e critica culturale. La sua attività saggistica ebbe un carattere fortemente interdisciplinare e si rivolse alla letteratura, al cinema, alla fotografia, al teatro, alla danza e alle arti visive, unendo un'ampia cultura internazionale a una particolare attenzione per le forme specifiche dei diversi linguaggi artistici.[5]
Nella sua riflessione rimase costante la tensione fra autonomia dell'arte e responsabilità etica e politica. Gli scritti degli anni sessanta, raccolti soprattutto in Against Interpretation e Styles of Radical Will, furono caratterizzati da un forte interesse per le avanguardie, la sperimentazione e la critica delle forme tradizionali dell'interpretazione; negli anni successivi l'attenzione per le implicazioni morali delle immagini e della rappresentazione acquistò un peso crescente, senza tuttavia sostituire del tutto l'interesse per la forma e l'esperienza estetica.[5]
La disponibilità a riesaminare le proprie posizioni costituisce un tratto ricorrente della sua attività critica. Nancy K. Miller ha individuato, nell'opera tarda, uno spostamento d'accento dalla marcata sensibilità formalista dei primi saggi verso una più esplicita interrogazione etica e politica.[7] In Davanti al dolore degli altri, tornando sui temi di Sulla fotografia, Sontag mise in discussione anche alcune delle proprie precedenti conclusioni sugli effetti prodotti dall'esposizione ripetuta alle immagini della sofferenza e della violenza.[7]
Un altro elemento rilevante della sua attività fu il rapporto con la cultura europea e con la circolazione internazionale delle opere. Nei suoi saggi contribuì alla conoscenza negli Stati Uniti di autori quali Roland Barthes, Jorge Luis Borges, Simone Weil, Joseph Brodsky, Machado de Assis e W. G. Sebald, dedicando inoltre particolare attenzione alla traduzione come forma di trasmissione e sopravvivenza della letteratura.[5]
Diari e costruzione di sé
[modifica | modifica wikitesto]Sontag tenne diari e taccuini fin dall'adolescenza. Dopo la sua morte, il figlio David Rieff ha curato la pubblicazione di una selezione di questi materiali, che documentano non soltanto la vita privata e la formazione intellettuale della scrittrice, ma anche il modo in cui essa utilizzava la pratica diaristica come strumento di costruzione di sé.[8]
Secondo Jerome Boyd Maunsell, nei diari Sontag sottoponeva continuamente a verifica il proprio comportamento e la propria scrittura attraverso esercizi di autoanalisi, prescrizioni, riletture e riscritture. Più che registrare semplicemente il passato, il diario assumeva così una funzione orientata al futuro: serviva a formare la persona e la scrittrice che aspirava a diventare e a sviluppare una crescente consapevolezza di sé.[8]
Questo processo di autoformazione finì per intrecciarsi strettamente con la sua attività letteraria. Maunsell ha osservato come la costruzione della persona intellettuale di Sontag e quella della sua scrittura diventino nei diari difficilmente separabili; anche la critica apparentemente impersonale può essere letta, in questa prospettiva, come parte di una più ampia autobiografia intellettuale.[8]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Saggistica
[modifica | modifica wikitesto]- Contro l'interpretazione (Against Interpretation, 1966; include: Notes on "Camp"), trad. di Ettore Capriolo, Collezione Quaderni della «Medusa», Mondadori, Milano, 1967.
- Viaggio a Hanoi, Bompiani, Milano 1969.
- Stili di volontà radicale (Styles of Radical Will, 1969), trad. di Giuseppe Strazzeri, Collana Oscar, Mondadori, Milano, 1999, ISBN 978-88-044-4215-8.
- Interpretazioni tendenziose, Dodici temi culturali, trad. di Ettore Capriolo, Collezione Saggi n.551, Einaudi, Torino 1975.
- Sulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società (On Photography, 1977), trad. di Ettore Capriolo, Collana Nuovo Politecnico n.107, Einaudi, Torino, I ed. 1978.
- Illness as Metaphor (1978), AIDS and Its Metaphors (1988, continuazione di Illness as Metaphor)
- Malattia come metafora e L'AIDS e le sue metafore, traduzione di Paolo Dilonardo, Collana Saggi.Figure, Milano, Nottetempo, 2020, ISBN 978-88-745-2825-7.
- Malattia come metafora: il cancro e la sua mitologia, trad. di Ettore Capriolo, Einaudi, Torino 1979; poi in Malattia come metafora: aids e cancro, Einaudi, Torino, 1992 e Mondadori, Milano, 2002.
- L'Aids e le sue metafore, trad. di Carmen Novella, Collana Nuovo Politecnico n.166, Einaudi, Torino 1989; poi in Malattia come metafora: aids e cancro, Einaudi, Torino, 1992 e Mondadori, Milano, 2002.
- Sotto il segno di Saturno. Interventi su letteratura e spettacolo (Under the Sign of Saturn, 1980), trad. di Stefania Bertola, Collana Nuovo Politecnico n.129, Einaudi, Torino 1982.
- Pellegrinaggio: il mio incontro con Thomas Mann, trad. di Martino Marazzi, Archinto, Milano, 1990; poi Pellegrinaggio, trad. di Paolo Dilonardo, Archinto, Milano, 1995.
- Where the Stress Falls, 2001, ISBN 0-374-28917-4
- Amando Dostoevskij, trad. di Paolo Dilonardo, in Leonid Cypkin, Estate a Baden-Baden, Vicenza, Neri Pozza, 2021, ISBN 978-88-545-2354-8.
- Davanti al dolore degli altri (Regarding the Pain of Others, 2003), trad. di Paolo Dilonardo, Collezione Strade blu, Mondadori, Milano, 2003; Collana Oscar, Mondadori, 2006; nottetempo, Milano, 2021, ISBN 9788874528868
- Tradurre letteratura, trad. di Paolo Dilonardo, Archinto, Milano, 2004.
- con Kenzaburō Ōe, La nobile tradizione del dissenso, trad. di Paolo Dilonardo, Archinto, Milano, 2005.
- S. Sontag-Cvetan Todorov-Michael Ignatieff, Troppo umano. La giustizia nell'era della globalizzazione, Collezione Piccola Biblioteca, Milano, Mondadori, 2005.
- Nello stesso tempo. Saggi di letteratura e politica (At the Same Time: Essays & Speeches, 2007), a cura di Paolo Dilonardo e Anne Jump, trad. di Paolo Dilonardo, Mondadori, Milano, 2008, ISBN 978-88-045-7428-6.
Romanzi e racconti
[modifica | modifica wikitesto]- Il benefattore, trad. di Ettore Capriolo, Mondadori, Milano 1965
- Il kit della morte, trad. di Bruno Fonzi, Einaudi, Torino 1973
- Io, eccetera, trad. di Stefania Bertola, Einaudi, Torino 1980; Mondadori, Milano 2001
- L'amante del vulcano, trad. di Paolo Dilonardo, Mondadori, Milano 1995; nottetempo, Milano, 2020, ISBN 9788874527892
- Così viviamo ora, trad. di Paolo Dilonardo, La Tartaruga, Milano 1996
- In America, trad. di Paolo Dilonardo, Mondadori, Milano 2000
Teatro
[modifica | modifica wikitesto]- Alice a letto: commedia in otto scene, trad. di Davide Tortorella, Leonardo, Milano 1992
Regie teatrali
[modifica | modifica wikitesto]- Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello, con Adriana Asti, Alessandro Haber, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, musiche di Arturo Annecchino, produzione Teatro Stabile di Torino, stagione 1979-1980.[9]
Film
[modifica | modifica wikitesto]- Una tarantola dalla pelle calda (Duett för kannibaler) (1969)
- Bröder Carl (1971)
- Promised Lands (1974)
- Giro turistico senza guida – noto anche come Letter from Venice (1983)
Diari
[modifica | modifica wikitesto]- Rinata. Diari e taccuini 1947-1963, a cura di David Rieff, trad. di Paolo Dilonardo, Collana Ritratti, Milano, Nottetempo, 2018, ISBN 978-88-745-2729-8.
- La coscienza imbrigliata al corpo. Diari 1964-1980, a cura di David Rieff, trad. di Paolo Dilonardo, Collana Ritratti, Milano, Nottetempo, 2019, ISBN 978-88-745-2775-5.
Interviste e conversazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Odio sentirmi una vittima. Intervista su amore, dolore e scrittura con Jonathan Cott, trad. di Paolo Dilonardo, Il Saggiatore, Milano, 2016
- Oltre la letteratura. Conversazioni con Susan Sontag, Collana Le api n.39, Milano, Medusa Edizioni, 2018.
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1978: National Book Critics Circle Award per la critica con Sulla fotografia
- 1990: MacArthur Fellowship
- 1992: Premio Malaparte
- 2000: National Book Award per la narrativa con In America
- 2001: Jerusalem Prize
- 2002: George Polk Award per la critica culturale
- 2003: Premio internazionale per la pace degli editori tedeschi
- 2003: Premio Principessa delle Asturie per la letteratura
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Deutsche Welle (www.dw.com), Susan Sontag Receives German Peace Prize, Criticizes U.S. | DW | 13.10.2003, su DW.COM. URL consultato il 12 ottobre 2022.
- 1 2 (EN) Finding fact from fiction, su The Guardian, 27 maggio 2000. URL consultato il 12 ottobre 2022.
- 1 2 3 4 (EN) Carl Rollyson, Susan Sontag, in Critical Survey of American Literature, vol. 5, Salem Press, 2016, pp. 2830–2836, ISBN 978-1-68217-128-8.
- 1 2 Sontag, Susan, in Enciclopedia del Cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
- 1 2 3 4 (EN) Annalisa Zox-Weaver, Susan Sontag: An Act of Self-Creation, in Women's Studies, vol. 37, n. 8, 2008, pp. 899–907, DOI:10.1080/00497870802414454.
- ↑ (EN) Fred Rush, Notes on Sontag by Phillip Lopate; Reborn: Journals and Notebooks 1947–1963 by Susan Sontag, in The Journal of Aesthetics and Art Criticism, vol. 68, n. 2, maggio 2010, pp. 183–186, DOI:10.1111/j.1540-6245.2010.01403_5.x.
- 1 2 (EN) Nancy K. Miller, Regarding Susan Sontag, in PMLA, vol. 120, n. 3, maggio 2005, pp. 828–833.
- 1 2 3 (EN) Jerome Boyd Maunsell, The Writer's Diary as Device: The Making of Susan Sontag in Reborn: Early Diaries 1947–1963, in Journal of Modern Literature, vol. 35, n. 1, 2011, pp. 1–20.
- ↑ Come tu mi vuoi (1979/80), su archivio.teatrostabiletorino.it. URL consultato il 4 aprile 2020.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- David Rieff, Senza consolazione: gli ultimi giorni di Susan Sontag, trad. di Giuseppe Iacobaci, Mondadori, Milano 2009
- Anne Leibovitz, Fotografie di una vita 1990-2005, DeA, Novara 2009
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Susan Sontag
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Susan Sontag
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su susansontag.com.
- Sontag, Susan, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Marina Camboni, SONTAG, Susan, in Enciclopedia Italiana, V Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1995.
- Sontag, Susan, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Susan Sontag, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Susan Sontag, su enciclopediadelledonne.it, Enciclopedia delle donne.
- Opere di Susan Sontag, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Susan Sontag, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Bibliografia di Susan Sontag, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Susan Sontag, su Goodreads.
- Bibliografia italiana di Susan Sontag, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
- (EN) Susan Sontag, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Susan Sontag, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- Susan Sontag, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Susan Sontag, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Susan Sontag, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Susan Sontag / Susan Sontag (altra versione), su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN) Susan Sontag, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) Susan Sontag, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (DE, EN) Susan Sontag, su filmportal.de.
- Mauro Giori, Susan Sontag. Dettagliata biografia.
- Susan Sontag—Photos by Mathieu Bourgois.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 108171730 · ISNI (EN) 0000 0001 2103 7046 · SBN CFIV093611 · CERL cnp02165191 · ULAN (EN) 500092007 · LCCN (EN) n79049274 · GND (DE) 118751506 · BNE (ES) XX973502 (data) · BNF (FR) cb119251493 (data) · J9U (EN, HE) 987007268478105171 · NSK (HR) 981005677428809366 · NDL (EN, JA) 00457173 · CONOR.SI (SL) 6703715 |
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